
14/12/10 ore 14,18
Mi trovavo in un autobus. Uno dei tanti. Mi stavo recando all'università per seguire una lezione di Storia Moderna, ci trovavamo alla rotonda di Quattromiglia, ad un tratto sulla mia sinistra vedo alcuni poliziotti armati di scudi e sfollagente i quali correvano in una direzione, e dall'altra parte studenti che manifestavano.

Dopo essere passati pochi minuti ci siamo sentiti in dovere di scendere dal
mezzo e di seguire il corteo, in modo da documentare l'accaduto.
Dunque scendiamo alla fermata successiva, e dopo essermi guardato intorno, mi resi conto di non riuscire a trovare il corteo.
Ad un tratto mi accorsi di un cassonetto della spazzatura
buttato a terra, poi un altro, ed un altro ancora. Proprio seguendo questi cassonetti ribaltati siamo riusciti a ritrovare il corteo.La manifestazione è poi arrivata fino al quartiere da noi conosciuto come "Borromeo", per poi girare e tornare indietro con destinazione Unical.
Una delle prime cose abbiamo fatto è stato telefonare ad un nostro amico e collega che sottolinea sempre il fatto di essere giornalista, e rimarca in ogni occasione di lavorare per un anonimo giornale locale. Quest'ultima persona ha rifiutato l'invito, deludendo noi della redazione di Bar18c. Inutile nascondervi che anche oggi l'imputato è Massimo.
Questo ci insegna che per comunicare, informare gli altri, renderli partecipi delle proprie esperienze non bisogna per forza essere giornalisti, scrivere su un giornale ed essere retribuiti.
Ciò che conta e sapere come trovarsi al posto giusto e al momento giusto.
Avevo già detto nello scorso articolo, che questa è una storia già vista. Ci sarà sempre chi manifesterà anche solo per farlo. C'è chi si trova la in mezzo solo per moda, e molti di loro sostengono dei finti ideali.
Lo sbaglio più grande? Lo sbaglio più grande è la mancanza di unione, perché il decreto Gelmini non colpirà solo gli studenti di sinistra, ma anche quelli di destra, o quelli che come me che preferiscono non toccare, non sfiorare neanche di poco l'ambito politico.
Molti mi potranno accusare di incoerenza, in quanto mi presento come V, ma posso sembrare più uno che si arrende che un vero rivoluzionario come il vero V. Queste accuse possono essere fondate, ma sono pronto a farle cadere, spiegando che quello che abbiamo visto oggi era solo un'ombra delle manifestazioni "vere". In quanto sostengo che per opporsi ad uno stato ci vogliono le masse coese, ci vuole una persona che si faccia bandiera, che diventi il nostro ideale.
Perchè si sa, gli ideali sono a prova di proiettili!
Una scena che mi ha lasciato un pò l'amaro in bocca, e mi ha dato conferma di come molta gente si fidi dei luoghi comuni, è quella illustrata nelle due foto ai lati.
A sinistra le forze dell'ordine che tutelavano l'ordine pubblico,
e a destra i manifestanti che cantavano cori offendendo molto pesantemente le forze dell'ordine. Le forze dell'ordine come hanno reagito? Li hanno civilmente scortati, facendo il loro dovere. I poliziotti sono bastardi. Certo, loro sono i bastardi che rischiano la vita tutti i giorni e vengono pagati come un qualsiasi impiegato statale. Loro sono i bastardi che chiami se hai bisogno di aiuto. E se non ci fossero? I nostri cari manifestanti come lotterebbero contro la criminalità? Con la maglietta di Che Guevara e il bongo? Oppure, ancora meglio cantando il coro da stadio:"Lupi! Lupi! Lupi!" che sinceramente in una manifestazione del genere non c'entrava niente!

Verso le 15.00 circa, i manifestanti sono arrivati all'Unical. Sarà che faceva freddo, ma erano rimasti massimo in quindici. Dunque il "grande evento" è diventato sempre meno grande, e la folla si è smaltita alle porte dell'Unical.
Gli sforzi ( fatti in tutta Italia) sono stati dunque vani, purtroppo il governo non è caduto e quello che molti chiamano figlio di put**** è rimasto al comando. E noi? Noi abbiamo perso di nuovo. Noi siamo qui, e saremo nuovamente qui a protestare contro il prossimo ministro dell'istruzione che verrà eletto negli anni a venire.
Tutto quello che vi ho narrato è successo oggi. Ho sacrificato una lezione di Storia Moderna, per assistere alla storia stessa e documentare tutti voi. Mi perdonerà Cozzetto, ma era mio dovere. Mi perdonerà anche Maneggio se non
sono "bravo" a scrivere come lui, ma almeno io, a differenza sua.. C'ero!
V
Prossimamente il video della manifestazione.
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