Eh, la coerenza...
Questi sono i giorni di proteste, di occupazioni più o meno inutili e di manifestazioni in cui si cantano i cori da stadio. Ma se apriamo la prospettiva un po’ oltre, vediamo che nelle ultime settimane si è protestato (e intorno al 21 si tornerà a farlo, ci potete scommettere) per università e ricerca. È vero, come si è detto anche qui nel Bar, che molti di coloro che protestano lo fanno solo perché è da fighi, che il capo del MIUR (manco fosse l’OVRA!) indipendentemente dal colore politico sarà sempre il nemico degli studenti, ma il calendario ci ha proposto sotto gli occhi una strana coincidenza...
In ogni programma RAI dove ci fosse un dibattito si è parlato degli incidenti che hanno coinvolto la Capitale il 14 dicembre. Fatto salvo che la violenza gratuita è sempre sbagliata e che questa violenza è stata messa in atto da pochi che hanno rovinato l’immagine di molti, vediamo che queste proteste (sia violente che non-violente) sono state sempre condannate. Anche da Sposini, in quel programma da lui condotto, si è parlato male di chi manifestava, senza distinguere. In fondo, chi manifestava pacificamente lo faceva a favore dell’università e della ricerca. Ma poi arriva il colpo di classe, che ci richiama al concetto di coerenza: Sposini fa vedere una spilla “appuntunata” sul petto e chiede soldi. Per cosa? Ironia della sorte, per la ricerca...
Già, perché questo è il fine settimana di Telethon, dove in ogni programma RAI apparirà quella scarpetta sbiadita per dirci che se siamo umani dobbiamo aiutare la ricerca. Ma come, in TV la ricerca è quasi un obbligo, e nelle università è da condannare? Se ne facciamo un reality sgargiante facendolo passare per la Tele, allora va bene, ma la ricerca vera, quella fatta senza clamori, non va bene?
Parafrasando Manzoni, ‘ai posteriori l’ardua sentenza’.
Mario Ia5
Quoto
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